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Mese: Aprile 2021

Cessione del quinto: anche i costi di up-front devono essere restituiti in caso di estinzione anticipata


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La sentenza Lexitor della Corte di Giustizia Europea (causa C-383/18 del 11/09/2019) ha statuito, in materia di contratti di credito ai consumatori, che con il rimborso anticipato del finanziamento da parte del consumatore, quest’ultimo “ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto”.
Questa sentenza ha stabilito che anche i costi di up-front, e non solo quelli recurring, devono essere oggetto di parziale restituzione.

Nel preliminare di compravendita la modifica del termine per la stipula o la sua rinuncia non deve obbligatoriamente avvenire per iscritto


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Cass. civ. [ord.], sez. II, 30-03-2021, n. 8765 (massima ufficiale)

Nei contratti per i quali è richiesta la forma scritta “ad substantiam” (come nel caso del preliminare di vendita immobiliare), la volontà comune delle parti deve rivestire tale forma soltanto nella parte riguardante gli elementi essenziali (consenso, “res”, “pretium”), che devono risultare dall’atto stesso e non possono ricavarsi “aliunde”. Ne consegue che, qualora in un contratto preliminare di vendita immobiliare sia previsto un termine per la stipula del definitivo, la modifica di detto elemento accidentale e la rinuncia della parte ad avvalersene non richiedono la forma scritta, non concernendo tale accordo direttamente il diritto immobiliare, né incidendo su alcuno degli elementi essenziali del contratto.

L’assemblea condominiale decide come impiegare i canoni di locazione dei beni comuni


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Cass. civ. [ord.], sez. VI, 09-02-2021, n. 3043 (massima ufficiale)

In tema di condominio negli edifici, non inficia la validità della deliberazione assembleare di approvazione del rendiconto presentato dall’amministratore la circostanza che, in essa, si provveda all’impiego degli attivi di gestione, costituiti dai proventi che il condominio trae dalla locazione a terzi di parti comuni, al fine di ridurre, per parziale compensazione, l’importo totale delle spese da ripartire tra i singoli condomini, con conseguente proporzionale incidenza sui conti individuali di questi ultimi e sulle quote dovute dagli stessi; tale decisione, infatti, espressione del potere discrezionale dell’assemblea, non pregiudica l’interesse dei condomini alla corretta gestione del condominio, né il loro diritto patrimoniale all’accredito della proporzionale somma, perché compensata dal corrispondente minore addebito degli oneri di contribuzione alle spese.

Il danneggiato può agire contro l’assicurazione del responsabile solo nei casi previsti dalla legge

Cass. civ. [ord.], sez. III, 25-02-2021, n. 5259 (massima ufficiale)

In tema di assicurazione della responsabilità civile, il danneggiato non può agire direttamente nei confronti dell’assicuratore del responsabile del danno, salvi i casi eccezionalmente previsti dalla legge, atteso che egli è estraneo al rapporto tra il danneggiante e l’assicuratore dello stesso, né può trarre alcun utile vantaggio da una pronuncia che estenda all’assicuratore gli effetti della sentenza di accertamento della responsabilità, anche quando l’assicurato chieda all’assicuratore di pagare direttamente l’indennizzo al danneggiato, attenendo detta richiesta alla modalità di esecuzione della prestazione indennitaria; perciò, soltanto l’assicurato è legittimato ad agire nei confronti dell’assicuratore, e non anche il terzo danneggiato, nei confronti del quale l’assicuratore non è tenuto per vincolo contrattuale, né a titolo di responsabilità aquiliana.


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I condomini hanno diritto a visionare e avere copia della documentazione

Cass. civ. [ord.], sez. VI, 26-02-2021, n. 5443 (massima ufficiale)

In materia condominiale, ciascun condomino ha diritto di prendere visione e di ottenere il rilascio di copia dall’amministratore dei documenti attinenti all’adempimento degli obblighi da questo assunti per la gestione collegiale di interessi individuali (nella specie, finalizzati al compimento di atti conservativi relativi alle parti comuni quali una diffida inoltrata per far cessare la realizzazione di lavori abusivi su aree condominiali), senza avere l’onere di specificare ulteriormente le ragioni della richiesta, purché l’esercizio di tale diritto non risulti di ostacolo all’attività di amministrazione, non sia contraria ai principi di correttezza e non si risolva in un onere economico per il condominio, dovendo i costi relativi alle operazioni compiute gravare esclusivamente sui condomini richiedenti.


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Diritto d’uso esclusivo del singolo condomino

CORTE DI CASSAZIONE; sezioni unite civili; sentenza, 17-12-2020, n. 28972 (massima Foro Italiano)

I condomini non possono costituire un diritto reale di uso esclusivo, perpetuo e trasmissibile, a carico di una parte comune dell’edificio condominiale e a favore di un condomino, ostandovi i principi del numerus clausus e della tipicità dei diritti reali


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Mandato al venditore/costruttore dell’edificio, in base a una clausola contrattuale, è irrevocabile? Decideranno le Sezioni Unite

Sezione Seconda civile, ordinanza interlocutoria 11 marzo 2021, n. 6894, Pres. R.M. Di Virgilio, Rel. L. Varrone (massima ufficiale)

La Seconda Sezione ha disposto il rinvio per la trattazione in pubblica udienza, per la particolare valenza nomofilattica, della questione concernente la validità del mandato irrevocabile al venditore/costruttore dell’edificio – contenuto negli atti di acquisto delle singole unità immobiliari, nonché in una specifica clausola del regolamento contrattuale per la modifica delle tabelle millesimali in precedenza redatte dallo stesso costruttore.


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L’acquirente subentra nella fideiussione connessa al contratto di locazione

Cass. civ., sez. III, 04-02-2021, n. 2711 (massima ufficiale)
In tema di locazione, ove ricorrano i presupposti di cui all’art. 1599 c.c., l’acquirente della cosa locata subentra ex lege, ai sensi dell’art. 1602 c.c., all’originario locatore, anche nel rapporto obbligatorio di garanzia costituito tra quest’ultimo e il suo fideiussore, soltanto se tale obbligazione possa ritenersi «derivante» dal contratto di locazione (in quanto ne abbia costituito una clausola da esso inscindibile) e non sia venuta meno per specifiche intese tra le parti originarie, dovendosi altrimenti ritenere inoperante la detta surrogazione legale, giacché l’autonomia del contratto di fideiussione rispetto al contratto principale di locazione esclude che l’attribuzione della garanzia «derivi» di regola da quest’ultimo, per gli effetti di cui al citato art. 1602 c.c., nonostante il carattere accessorio da cui è contraddistinta, tanto sul piano genetico quanto su quello funzionale (principio enunciato nell’interesse della legge, ex art. 363, 3° comma, c.p.c.).


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