Menu Chiudi

Riduzione del canone di locazione e imposte

I canoni di locazione concorrono a formare il reddito complessivo del locatore ai fini del pagamento delle imposte.

Cosa accade quando tali canoni non vengano effettivamente riscossi?
Allo stato attuale la normativa prevede che in entrambi i casi i canoni non percepiti concorrono a formare il reddito e si può solo usufruire di un credito di imposta.
Affinchè i canoni non concorrano più a formare il reddito occorre un atto di intimazione di sfratto per morosità o ingiunzione di pagamento (per le locazioni abitative) ovvero la cessazione del contratto (per le locazioni commerciali).

In questo periodo, a causa della emergenza Coronavirus, è possibile che conduttore e locatore addivengano ad un accordo relativamente ad una riduzione o rimodulazione del canone di locazione, anche solo per un periodo di tempo (esempio 2/3 mesi).
Ipotizzando un canone di locazione mensile di € 600,00 questo determinerà un reddito annuale per il locatore pari a € 7.200,00 ; se le parti concordano una riduzione di € 300,00 mensili per un periodo di 3 mesi, il reddito annuale del locatore si ridurrà a € 6.300,00.

La riduzione del canone di locazione è rimessa alla libera determinazione delle parti e non necessita di alcuna registrazione o comunicazione all’Agenzia delle Entrate.
Se però si vuole ottenere la riduzione della base imponibile ai fini del calcolo dell’imposta di registro (se dovuta) e delle imposte dirette (irpef o cedolare secca), allora occorre procedere alla registrazione.
Riprendendo l’esempio fatto poco sopra, è evidente che il locatore ha tutto l’interesse a rendere noto alla Agenzia delle Entrate la suddetta variazione, affinchè le imposte vengano calcolate sugli importi effettivamente riscossi (€ 6.300,00) anzichè su quelli previsti dal contratto (€ 7.200,00) ma non integralmente percepiti.

Per ottenere questo beneficio è fondamentale che tale accordo sia:

  • contenuto in un atto avente la forma scritta (integrativo al contratto di locazione);
  • registrato presso l’Agenzia delle Entrate.

Per le locazioni a uso abitativo la registrazione è esente da imposta di bollo e imposta di registro. In caso contrario, si applica l’imposta di bollo da € 16,00 oltre € 67,00 a titolo di imposta di registro.

La registrazione deve essere fatta entro 30 giorni. Ad ogni modo, art. 62 del “Salva Italia” ha disposto la sospensione degli adempimenti tributari in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020 – tra i quali la registrazione dell’integrazione al contratto di locazione – adempimenti che potranno essere effettuati, senza sanzioni, entro il 30 giugno 2020.

Inoltre, è stata prevista la possibilità di provvedere alla registrazione trasmettendo, all’Ufficio presso il quale era stata registrata la locazione oggetto di modifica, il modello 69 e la scrittura privata mediante posta elettronica certificata (PEC) o e-mail.

Redazione dell’atto integrativo al contratto di locazione

Studio Legale Fabrizi offre un servizio di assistenza nella redazione dell’atto integrativo del contratto di locazione.
Nel compenso è inclusa la sola redazione dell’atto in conformità delle variazioni che verranno richieste e non anche la consulenza o l’assistenza stragiudiziale nel raggiungimento dell’accordo con la controparte.
Si prega di inviare una richiesta via email. Vi contatteremo entro 24 ore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *