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Tag: canoni

Coronavirus sospensione termini processuali si applica al termine di grazia negli sfratti?

Il Decreto Cura Italia ha previsto all’art. 83 la sospensione dei termini processuali dal 9 marzo al 15 aprile 2020, successivamente prorogata al 11 maggio 2020.

Tale sospensione si applica anche al c.d. termine di grazia di cui all’art. 55 legge n. 392/1978 nei giudizi di convalida di sfratto?
La risposta deve essere negativa. Infatti, la Corte ha più volte ribadito che questo termine costituisce un rimedio speciale all’inadempimento del conduttore di un immobile abitativo ed ha natura strettamente sostanziale.

Ne consegue che non può trovare applicazione la sospensione prevista dal Decreto Cura Italia e successive proroghe.

Cosa è il termine di grazia

E’ previsto dall’art. 55 della legge dell’equo canone e consente al conduttore, per non più di 4 volte in un quadriennio, di sanare la morosità versando alla prima udienza l’importo corrispondente ai canoni scaduti, oneri accessori maturati sino a tale data, maggiorato degli interessi legali e delle spese processuali liquidate in tale sede dal Giudice.
In alternativa, il Giudice può concedere al conduttore un termine non superiore a 90 giorni, c.d. termine di grazia, per provvedere al pagamento. Contestualmente viene fissata l’udienza di verifica alla quale segue la convalida dello sfratto nell’ipotesi in cui il conduttore non abbia versato integralmente quanto dovuto.

Tale previsione di legge è destinata alle sole locazioni uso abitativo in quanto nelle locazioni commerciali la morosità non può essere sanata e qualsiasi pagamento in merito non impedisce la risoluzione del contratto.


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Canoni dovuti anche se il secondo ingresso dell’immobile in locazione non risulta accessibile

Caso: una società si opponeva allo sfratto per morosità, lamentando vizi all’immobile (impianto elettrico non a norma) e l’impossibilità di accedervi tramite il secondo ingresso.

La Corte sostiene quanto già affermato in sede di appello:

  • l’immobile era dotato di un doppio ingresso sicchè, quandanche quello secondario risultasse inaccessibile, non era mai stato impedito alla conduttrice di fruire del bene;
  • la conduttrice, inoltre, risultava aver più volte rifiutato l’offerta di consegna delle chiavi;
  • la conduttrice avrebbe potuto eseguire in autonomia interventi sull’impianto elettrico ripetendo poi le spese dalla locatrice.

Per questi motivi, la Corte ha dichiarato legittimo lo sfratto per morosità in quanto i canoni erano dovuti dalla conduttrice e non sussistevano validi motivi per il mancato pagamento.


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